RADIO VATICANA 29 novembre 2005 ore 15,40

Trasmissione "Stop! Precedenza a chi pensa"

La giornalista Benedetta Rinaldi intervista Carlo Tamagnone

 

Rinaldi Professor Tamagnone, Lei come definirebbe l�ateismo?

Tamagnone L�ateismo nasce in epoca storica, molto antica, come accusa a coloro che negavano la religione istituzionale corrente. Quindi nel mondo greco erano atei tutti coloro che non si riconoscevano in quel politeismo e in generale in tutti i contesti questo avveniva; nell�antica Roma i Cristiani erano considerati atei. Diciamo che in epoca moderna è andato via via assumendo una definizione più puntuale e relativa a coloro che, in generale, rifiutano il divino. Direi che oggi, in un panorama complessivo della cultura del pianeta, un ateismo come quello che io sostengo e propongo nelle mie modeste pubblicazioni è quello che studia le religioni e le storicizza come espressioni del rapporto umano col divino. Aggiungo che nella visione che io ho dell�ateismo, che considero fondamentalmente legato alla libertà di espressione, esso non può esser neppure antireligioso entro certi limiti.

Rin. Cioè? Si spieghi meglio.

Tam. Perché è assolutamente libertario e quindi, aggiungo, in tutti quei casi in cui l�ateismo ha potuto diventare dogmatico e porre dei principi, un�etica, fare una distinzione tra il bene e il male, impostare una precettistica comportamentale, ha assunto le connotazioni di una religione. Mi sto riferendo a quei perversi regimi del secolo scorso che hanno inteso imporre l�ateismo. Ora, questa è una contraddizione in termini: l�ateismo non può essere imposto perché è di per se stesso libertà metafisica e la libertà metafisica è la madre di tutte le libertà.

Rin Lei questa mattina mi ha detto che in gioventù ha fatto parte attiva dell�Azione Cattolica.

Tam Certo.

Rin Come si passa? Quali sono stati suoi ragionamenti? Qual�è stato il suo percorso dall�operare attivamente per il Dio cattolico e poi passare a una concezione atea della vita?

Tam Mah, guardi, diciamo questo . . . intanto vorrei precisare che la via all�ateismo, come qualsiasi altra via verso una visione del mondo, è un percorso interiore. Io credo che il problema è quello di cercare di offrire una via del futuro all�umanità. Che consenta ad ognuno, intanto, di esprimersi al meglio e di realizzare se stesso. Quindi, se in base alla propria struttura psichica, in base all�educazione che si è ricevuta, in base alle esperienze che si sono vissute, una persona ritiene confacente a sé l�adesione a una fede, va benissimo: la persegua! Io sono contro tutti gli assoluti. Cioè, assolutizzare significa ideologizzare e dalle ideologie sono venute le più grandi sciagure dell�umanità. Io credo che la religione abbia un rapporto diretto con la psiche umana. In altre parole: la psiche umana ha bisogno di Dio ed evidentemente trova nella religione una visione del mondo ordinata, coordinata da un Padre creatore ed ordinatore, Bene assoluto, quindi entità etica per eccellenza, perché la Creazione è un atto d�amore primario, e tutto questo crea un quadro di riferimento estremamente confortante. In questo quadro, diciamo generale, si collocano poi delle persone che, ripeto, in base alla loro struttura psichica probabilmente differente . . . . io mi permetto di dire che forse l�ateismo appartiene al futuro.

Rin Professor Tamagnone un�ultima domanda. Nella risposta precedente Lei mi ha detto che l�uomo essenzialmente ha in sé, almeno la maggior parte degli uomini, hanno bisogno di Dio, e vede l�ateismo come, diciamo, come una realtà del futuro piuttosto che del presente.

Tam Credo di sì!

Rin Il libro che ho sottomano adesso è quello di Armando Torno "Quel che resta di Dio". Beh, se posso permettermi da parte dell�autore di fare una sintesi, lui dice sostanzialmente il contrario. Cioè, l�uomo ha bisogno di Dio, e su questo siete d�accordo, ma che l�ateismo in realtà, dopo anni, secoli, di tentativi, è un qualcosa che è risultato perdente e fallimentare. In quanto proprio il bisogno di Dio, che è insito nell�uomo, alla fine fa crollare, almeno filosoficamente, tutti i tentativi fatti fin�ora di dimostrare l�assenza di Dio. E quindi, è inutile chiederle che cosa ne pensa. Però magari ci può dire . . . [la sua opinione].

Tam Sono lieto di dire quello che penso. Dirò che sono perfettamente d�accordo . . . e le spiego la ragione. La religione è vincente perché l�ateismo si � sempre, in un certo senso, proiettato nella religione come oppositivo ad essa, e l�ateismo è sempre stato un atteggiamento teorico di protesta e mai di proposta. Noi atei non siamo mai stati in grado di offrire una visione del mondo, ma abbiamo sempre negato tutte le visioni del mondo. Abbiamo sempre negato i valori dell�etica religiosa, ma non siamo mai stati capaci di proporne di alternative veramente definite. E quindi, potrei dire, che l�ateismo non � mai stato un ateismo teorico, si � sempre trattato di un ateismo pratico, di un ateismo che rifiutava Dio nel comportamento quotidiano, perch� l�adesione alla religione pone delle regole, che non si deve far questo e non quest�altro . . . Quindi l�ateismo si qualificava come una rivendicazione di "non rispetto" di regole [etiche].

 

L�intervista termina qui per scadenza del tempo assegnato nel palinsesto di Radio Vaticana


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